{"id":9497,"date":"2022-05-19T12:33:28","date_gmt":"2022-05-19T10:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/?post_type=percorsi&#038;p=9497"},"modified":"2023-05-08T11:21:36","modified_gmt":"2023-05-08T09:21:36","slug":"lungo-il-fiume-taro-i-ambiente-e-cultura-contadina","status":"publish","type":"percorsi","link":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/segmenti\/lungo-il-fiume-taro-i-ambiente-e-cultura-contadina\/","title":{"rendered":"Lungo il fiume Taro I \u2013 Ambiente e cultura contadina"},"content":{"rendered":"\n<p>Incastonata tra una vegetazione palustre e un ambiente boschivo, in una zona naturalistica di straordinaria variet\u00e0 botanica e faunistica, la Corte di Giarola, in cui hanno sede il Museo del Pomodoro e quello della Pasta, sorge all\u2019ingresso del Parco Fluviale Regionale del Taro. Un paesaggio intriso di natura, ma anche cultura: questa parte del territorio parmense \u00e8 costellata dalle suggestive pievi romaniche dell\u2019antica Via Francigena, importante percorso di pellegrinaggio medievale.<\/p>\n\n\n\n<h4>PARCO FLUVIALE REGIONALE DEL TARO<\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo parco regionale del Parmense, il Parco Fluviale del Taro si sviluppa per oltre 20 chilometri lungo il fiume Taro, straordinario ambiente botanico e ornitologico, corridoio migratorio fra Tirreno e Po. Si estende per circa 2.600 ettari in una stretta fascia di terra, compresa tra Fornovo di Taro e la Via Emilia e limitata a ovest dall\u2019autostrada A15.<br>Nel parco sono state segnalate oltre 250 specie di volatili che transitano annualmente e, per questo motivo, sono presenti numerosi punti per il birdwatching e sentieri didattici attrezzati. Alcuni uccelli, come il fraticello, la sterna comune, l\u2019occhione o il corriere piccolo, nidificano nel greto, altri, quali la nitticora e la garzetta, nei boschi ripariali, mentre molte specie di anatre svernano nelle anse pi\u00f9 riparate.<br>Rappresentativa di questo ambiente fluviale, \u00e8 la vegetazione, distribuita secondo il grado di adattamento all\u2019acqua nelle diverse aree del Parco: greto, zone umide, fasce di bosco, aree cespugliate, coltivi e zone abitate. Lungo il fiume, la vegetazione dominante \u00e8 il saliceto con quattro diverse tipologie di salice. I terrazzi pi\u00f9 elevati sono ricoperti in prevalenza da boschi di vegetazione arborea (salici, pioppi, ontani) e arbustiva (nocciolo, corniolo, biancospino). I canali di risorgiva e le acque ferme sono circondate da cannucce di palude, tife e giunchi; nei prati aridi spicca una rarit\u00e0 botanica, la Coriaria&nbsp;<em>myrtifolia<\/em>, presente in regione solo lungo il Taro. Nel Parco sono state censite oltre 700 specie di flora, molte delle quali rare, come la&nbsp;<em>Myrticaria germanica<\/em>&nbsp;o l\u2019<em>Himantoglossum adriaticum<\/em>.<br>Grazie alla particolare geomorfologia del fiume, varia \u00e8 anche la fauna ittica, con presenza di specie tutelate dalle Direttive Europee come la lasca e il barbo. Interessante la presenza, nel territorio del Parco, di caprioli, cinghiali, volpi, tassi, lepri, donnole, puzzole, faine e anche di numerose nutrie, grossi roditori di origine sudamericana che hanno trovato qui il loro&nbsp;<em>habitat<\/em>&nbsp;ideale.<\/p>\n\n\n\n<h4>CORTE DI GIAROLA<\/h4>\n\n\n\n<p>Giarola sorge sulla riva destra del Taro, a met\u00e0 strada tra Fornovo e Pontetaro, in una posizione di guado rispetto al fiume che collega due diramazioni della Via Francigena, e deve il suo toponimo alla parola \u201c<em>glarola<\/em>\u201d (che indica la&nbsp;<em>ghiaietta<\/em>&nbsp;del Taro) di epoca tardo-romana o altomedievale.<br>Dalla met\u00e0 del secolo XI, periodo a cui risalgono le prime notizie storiche, la localit\u00e0 divenne propriet\u00e0 del monastero femminile di San Paolo e sede di un piccolo nucleo monastico, intorno al quale vennero a formarsi una chiesa, stalle e vaccherie, abitazioni, un mulino e un caseificio. Una corte rurale, autosufficiente e protetta da robuste mura, tanto che in alcuni documenti viene chiamata \u201c<em>castro<\/em>\u201d, ossia castello.<br>Nei secoli, la Corte di Giarola crebbe d\u2019importanza economica e strategica e quando, nel 1811, arriv\u00f2 la confisca dei beni decretata da Napoleone, venne venduta a privati. Oggi, oltre a ospitare due Musei del Cibo, \u00e8 sede del Parco Fluviale Regionale del Taro. Al suo interno, accoglie un Centro Visite, in cui \u00e8 proposto il percorso espositivo \u201cSotto il segno dell\u2019Acqua\u201d, un assaggio del Parco che invita il visitatore a conoscerne e apprezzarne le peculiarit\u00e0. Ritmate da colonne in marmo rosa, testimoni dell\u2019antica appartenenza all\u2019edificio monastico, le vetrine della sala, con il fiume Taro, le sabbie, i ciottoli, gli habitat e la variet\u00e0 di specie animali e vegetali, sollecitano a interpretare emotivamente, con esperienze sensoriali, e a comprendere, attraverso un\u2019attenta osservazione dei fenomeni, la natura e la storia del fiume, che \u00e8 molto di pi\u00f9 di un corso d\u2019acqua. \u00c8 un patrimonio naturale di grande valore, che occorre preservare.<\/p>\n\n\n\n<h4>OZZANO TARO: IL MUSEO GUATELLI<\/h4>\n\n\n\n<p>A Ozzano Taro, nel Podere Bellafoglia, \u00e8 allestito il \u201cBosco delle Cose\u201d, lo straordinario Museo della Civilt\u00e0 Contadina, che ospita la collezione raccolta e allestita nel corso di una vita dal maestro e collezionista Ettore Guatelli (1921-2000), oggi di propriet\u00e0 di una Fondazione pubblica. Originale e poetico specchio di una cultura materiale ormai scomparsa, la raccolta \u00e8 composta da diverse decine di migliaia di reperti che documentano usi, mestieri e tradizioni del mondo rurale, artigianale e paleoindustriale dell\u2019area parmense collocate, secondo la poetica visione di Guatelli in una sorta di inesauribile installazione artistica.<\/p>\n\n\n\n<h4>RISERVA NATURALE DEL MONTE PRINZERA<\/h4>\n\n\n\n<p>Nel versante occidentale dell\u2019Appennino parmense, tra le Valli del Taro, del Ceno e del Baganza, sorge la Riserva Naturale Monte Prinzera, istituita nel 1992. Custodisce, in un territorio di limitata estensione (300 ettari), dominato dal monte omonimo, situato a un\u2019altitudine di 736 metri, un insieme di elementi naturali e ambientali di notevole interesse, le cui caratteristiche non hanno eguali negli altri Parchi e Riserve dell\u2019Emilia Romagna.<br>\u00c8, infatti, la sola area regionale istituita a tutela di un affioramento ofiolitico. L\u2019ofiolite \u2013 detta anche&nbsp;<em>roccia serpente<\/em>&nbsp;per la caratteristica colorazione verdognola che ricorda la pelle di un rettile \u2013 \u00e8 una roccia vulcanica, che presenta un aspetto \u201clunare\u201d e che favorisce la presenza di&nbsp;<em>habitat<\/em>&nbsp;unici per la ricchezza e specificit\u00e0 della flora spontanea.<br>Gli itinerari della riserva consentono di apprezzare la severa bellezza della scura ofiolite, che emerge in pareti dirupate, si accumula in pietraie desolate e spunta un po\u2019 ovunque nelle praterie. La speciale composizione fisico-chimica delle rocce, gli effetti di vento e aridit\u00e0 e l\u2019isolamento geografico hanno determinato il concentrarsi di un sorprendente numero di specie floristiche esclusive e rare, e anche di interessanti insetti, rettili e uccelli. Oltre alle ofioliti, nel versante orientale si possono osservare spettacolari affioramenti calanchivi di argille varicolori e \u201cmarne rosse\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incastonata tra una vegetazione palustre e un ambiente boschivo, in una zona naturalistica di straordinaria variet\u00e0 botanica e faunistica, la<\/p>\n","protected":false},"featured_media":9498,"menu_order":0,"template":"","acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/percorsi\/9497"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/percorsi"}],"about":[{"href":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/percorsi"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9498"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}