{"id":9492,"date":"2022-05-19T12:23:37","date_gmt":"2022-05-19T10:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/it\/?post_type=percorsi&#038;p=9492"},"modified":"2024-01-11T17:01:34","modified_gmt":"2024-01-11T16:01:34","slug":"lungo-il-fiume-taro-ii-lungo-la-via-francigena","status":"publish","type":"percorsi","link":"https:\/\/museidelcibo.leviedelgustodiparma.it\/it\/segmenti\/lungo-il-fiume-taro-ii-lungo-la-via-francigena\/","title":{"rendered":"Lungo il fiume Taro II \u2013 Lungo la via Francigena"},"content":{"rendered":"\n<p>Un paesaggio baciato dalla natura, ma anche dalla cultura. La Corte di Giarola, in cui ha sede il Museo della Pasta (e anche quello del Pomodoro), non solo si trova incastonata in un\u2019area naturalistica di straordinaria variet\u00e0 botanica e faunistica, ma sorge anche in una zona costellata dalle suggestive pievi romaniche che si snodavano lungo l\u2019antica Via Francigena, importante percorso di pellegrinaggio medievale.<\/p>\n\n\n\n<h4>CORTE DI GIAROLA<\/h4>\n\n\n\n<p>Giarola sorge sulla riva destra del Taro, a met\u00e0 strada tra Fornovo e Pontetaro, in una posizione di guado rispetto al fiume che collega due diramazioni della Via Francigena, e deve il suo toponimo alla parola \u201c<em>glarola<\/em>\u201d (indica la ghiaietta del Taro) di epoca tardo-romana o altomedievale.<br>Fondata intorno alla met\u00e0 dell\u2019XI secolo e di propriet\u00e0 del monastero femminile di San Paolo, nei secoli la Corte crebbe d\u2019importanza economica e strategica fino a quando, nel 1811, con la confisca dei beni decretata da Napoleone, venne venduta a privati. Oggi, divenuta di propriet\u00e0 pubblica e restaurata, oltre a ospitare due Musei del Cibo (Pasta e Pomodoro), \u00e8 sede del Parco Fluviale Regionale del Taro, punto di partenza per numerose escursioni naturalistiche e sede di un Centro Visite, in cui \u00e8 proposto il percorso espositivo \u201cSotto il segno dell\u2019Acqua\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h4>PARCO FLUVIALE REGIONALE DEL TARO<\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo parco regionale del Parmense, il Parco Fluviale del Taro si sviluppa per oltre 20 chilometri lungo il fiume Taro, straordinario ambiente botanico e ornitologico, corridoio migratorio tra il Tirreno e il Po. Nel parco sono state segnalate oltre 250 specie di volatili che qui transitano annualmente, oltre a una ricca fauna ittica con specie tutelate dalle Direttive Europee, dovuta alla particolare geomorfologia del fiume, e alla presenza di caprioli, cinghiali, volpi, tassi, lepri, donnole, puzzole e faine.<br>Lungo il fiume, la vegetazione dominante \u00e8 il saliceto con quattro diverse tipologie di salice. I terrazzi pi\u00f9 elevati sono ricoperti in prevalenza da boschi di vegetazione arborea (salici, pioppi, ontani) e arbustiva (nocciolo, corniolo, biancospino). I canali di risorgiva e le acque ferme sono circondati da cannucce di palude, tife e giunchi; nei prati aridi spicca una rarit\u00e0 botanica, la&nbsp;<em>Coriaria myrtifolia<\/em>, presente in regione solo lungo il Taro. Nel Parco sono state censite oltre 700 specie di flora, molte delle quali rare.<\/p>\n\n\n\n<h4>LE PIEVI DELLA VIA FRANCIGENA<\/h4>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dall\u2019anno Mille, da tutta Europa pellegrini, mercanti ed ecclesiastici intraprendevano pellegrinaggi per visitare la tomba degli apostoli a Roma. Uno degli itinerari pi\u00f9 antichi, tramandato in un quaderno di viaggio dall\u2019Arcivescovo di Canterbury, Siger\u00ecco, nel 990-994, \u00e8 conosciuto come \u201cVia Francigena\u201d o \u201cStrada Romea\u201d, nomi che ne indicano rispettivamente la partenza e il punto di arrivo.<br>Nel Parmense, la Via Francigena, da due distinti punti di partenza, Fidenza e San Pancrazio, si riunifica all\u2019altezza di Fornovo di Taro, per giungere al valico appenninico della Cisa e, da qui, guadagnare, attraverso la Lunigiana, la costa tirrenica.<br>Nel territorio da Vicofertile a Bardone, si trovano, lungo l\u2019antico tracciato, importanti testimonianze del romanico mediopadano.<br>La splendida chiesa di San Geminiano a Vicofertile presenta una facciata a capanna con strati alterni di cotto e pietra, recentemente ricostruita (originali sono i rilievi del portale sud), e, all\u2019interno, tre navate su pilastri con capitelli figurati del XII secolo. Degno di nota \u00e8 il fonte battesimale, la cui vasca di forma ovoidale presenta figurazioni in rilievo che, alludendo ai riti battesimali, esortavano i pellegrini diretti a Roma alla conversione del cuore e alla penitenza.<br>La pieve di San Prospero a Collecchio, costruita nell\u2019XI secolo e largamente ristrutturata nel Duecento, conserva nell\u2019abside centrale decorazioni in cotto e in pietra e, all\u2019interno, originali capitelli con figure zoomorfe del XI-XIII secolo. Nella navata sinistra si trova anche un bassorilievo in marmo bianco con il Battesimo di Cristo, opera di un maestro campionese del XII secolo.<br>La pieve romanica di San Biagio a Talignano, voluta dai monaci cistercensi ed eretta nel 1200, divent\u00f2 punto di riferimento importante per i pellegrini in cammino verso la Citt\u00e0 Eterna, che qui vi trovavano cure e ospitalit\u00e0. Restaurata degli anni Trenta del Novecento, sono rimasti intatti la zona absidale e l\u2019importante bassorilievo sulla lunetta d\u2019ingresso della Psicostasi \u2013 San Michele pesa le anime dei defunti, insidiato dal demonio \u2013 che costituisce una delle rarissime rappresentazioni in Italia del giudizio finale attraverso la scena della pesatura dell\u2019anima.<br>L\u2019importante parrocchiale di Santa Maria Assunta a Fornovo, edificata nell\u2019854 e ricostruita nell\u2019XI secolo, \u00e8 una delle pievi romaniche di maggior pregio, anche per la presenza di pezzi scultorei della scuola di Benedetto Antelami, con animali fantastici e figure umane, che impreziosiscono la facciata. All\u2019interno, conserva un duecentesco paliotto d\u2019altare in marmo scolpito, raffigurante le storie di Santa Margherita, e le due figure di re Liutprando e San Moderanno, poste nel nartece, probabilmente recuperate da un distrutto ambone contenente anche i due telamoni e la vigorosa lastra raffigurante l\u2019inferno e i vizi capitali, oggi in facciata.<br>La pieve di Santa Maria a Bardone, fondata nel 1005, conserva sculture e bassorilievi di \u00e0mbito antelamico come la Deposizione e il Cristo benedicente e numerosi elementi decorativi erratici, forse provenienti da un pulpito del XIII secolo smembrato tra Cinque e Seicento, reimpiegati ora nelle facciate. Di grande suggestione la figura femminile, in forma di cariatide, che sostiene un capitello con figure demoniache, riutilizzato come acquasantiera.<br>Altri segni dell\u2019itinerario della Via Francigena si trovano, all\u2019interno del Parco Fluviale Regionale del Taro: la settecentesca Chiesa di Oppiano, oggi sconsacrata, che si affaccia sul fiume, e la ricostruzione seicentesca dell\u2019antica pieve romanica di Madregolo, che si trovava lungo la riva del Taro e che, a causa delle continue inondazioni, forse croll\u00f2 nel XIII o XIV secolo (dell\u2019edificio originario rimangono soltanto quattro capitelli raffiguranti i simboli dei quattro evangelisti).<\/p>\n\n\n\n<h4>FORNOVO E L\u2019ARCHEOLOGIA DEL PETROLIO<\/h4>\n\n\n\n<p>A monte dell\u2019abitato di Fornovo, non lontano da Neviano dei Rossi, fra la Val Baganza e lo Sporzana si trova il sito minerario di Vallezza, esplorato agli inizi del Novecento, in grado di sopperire alle necessit\u00e0 nazionali fino alla Seconda Guerra mondiale. Di propriet\u00e0 della SPI \u2013 Societ\u00e0 Petrolifera Italiana, poi passato all\u2019ENI e oggi a Gas Plus, vi si estraeva gas metano e petrolio greggio molto leggero, quasi benzina. In questa valle l\u2019estrazione del petrolio seppe raggiungere uno straordinario equilibrio con la natura dell\u2019Appennino, dove agricoltori e petrolieri condividevano sullo stesso territorio due realt\u00e0 in apparenza lontane e in conflitto.<br>Il sito minerario, di particolare interesse per l\u2019archeologia industriale, \u00e8 aperto su richiesta per le visite guidate (Ufficio turistico di Fornovo Taro) ed \u00e8 interessato da un progetto di creazione di un Museo del Petrolio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un paesaggio baciato dalla natura, ma anche dalla cultura. 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